Monthly Archive for June, 2009

COMUNICATO STAMPA: Resoconto "Consulta per l’Abruzzo"

Pordenone, 27/06/2009

COMUNICATO STAMPA

In data 23/06/09, la Consulta Provinciale degli Studenti, tramite il rappresentante del Grigoletti in seno alla stessa, Andrea Brunzo, ha versato la somma di € 1580 a favore del campo allestito dal Nucleo Paracadutisti – Protezione Civile a Navelli (AQ), per la ricostruzione dopo la tragedia del terremoto.

La somma è stata raccolta in numerosi istituti della provincia tramite i rappresentanti degli stessi in Consulta, e verrà impegnata per l’approvvigionamento di tutto il materiale necessario al campo di ricostruzione in Abruzzo, dal quale è già giunto un messaggio di ringraziamento per la generosità del gesto, espresso ai giovani studenti dal Presidente della protezione Civile Paracadutisti, Alberto Vezzoli.

Gli istituti che hanno aderito alla proposta lanciata dal responsabile provinciale di Azione Studentesca Riccardo Favaro e che hanno contribuito a raccogliere la soddisfacente somma sono stati, per Sacile, l’IPSIA ed il Marchesini, per Cordenons l’ISA Galvani; per quanto riguarda Pordenone invece l’istituto Don Bosco, Vendramini, IPSIA Zanussi, Cavalli Conti e Pertini.

Ed è sempre il Vicepresidente dell’organo provinciale, Favaro, a dirsi «soddisfatto per la dimostrazione di generosità ed altruismo compiuto da tante persone, nonostante il rammarico per non avere potuto fare di più, complice un non propriamente collaborativo Ministero dell’Istruzione». «Comunque – prosegue il diciassettenne responsabile provinciale di Azione Studentesca – non siamo qui per fare polemica, ma per contribuire, con i mezzi che abbiamo, a dare una mano ai fratelli d’Abruzzo per far sì che la ricostruzione avvenga il più velocemente possibile.»

La Fiumana Calcio torna in campo dopo 65 anni, esultano gli ‘Uscocchi’

tratto da IGN Adnkronos

Torino – (Adnkronos) – Era il 1944 quando l’esodo di migliaia di italiani dall’Istria e dalla Dalmazia spezzò la storia calcistica della squadra. Gli incontri si disputeranno a Torino, dove risiedono il maggior numero di esuli in Italia. La gioia dei tifosi: ”Orgogliosi di partecipare ad un grande sogno”

Riprende una storia interrotta più di 65 anni fa: quella della Fiumana Calcio. Era il 1944 quando l’esodo di migliaia di italiani dall’Istria e dalla Dalmazia, causato dalle persecuzioni del dittatore jugoslavo Tito, spezzò la storia calcistica della squadra della città di Fiume, che, fondata nel 1926, militò nei campionati calcistici italiani per quasi vent’anni.

Da oggi però grazie all’impegno di Sergio Vatta, esule istriano, nel capoluogo piemontese è pronta a scendere nuovamente in campo la squadra che è ancora nei sogni dei 4mila italiani residenti a Fiume, dei 2mila di Zara e delle migliaia di esuli istriano-dalmati che abitano l’intera penisola. E’ stata infatti già ufficializzata la richiesta al presidente della Figc, Giancarlo Abete, per permettere alla Fiumana di poter ricominciare dalla prima divisione, corrispondente alla serie C di sessant’anni fa, in cui la squadra militava all’epoca dell’ultima partita giocata.

Gli incontri della Fiumana si disputeranno a Torino (la città che ospita il maggior numero di esuli in Italia) allo stadio Primo Nebbiolo e i colori saranno quelli storici della squadra, maglia granata e calzoncini blu. Ma se la Fiumana deve ancora attendere l’ok ufficiale per poter scendere in campo, non ci hanno pensato su due volte gli “Uscocchi”, i supporters ufficiali della Squadra, che riprendono il loro nome dai “pirati” di D’Annunzio che durante l’impresa di Fiume rifornivano la città. “Siamo fieri ed orgogliosi di partecipare ad un grande sogno”. Così Marco Racca portavoce degli “Uscocchi” commenta la nascita del gruppo di tifosi.

“In attesa di una conferma definitiva sulla fondazione della società – precisa Racca – ci siamo assunti l’onore di un impegno a 360 gradi, perché la rifondazione della Fiumana è per noi importante motivo di orgoglio e soprattutto, uno dei giusti passi per rendere onore ai popoli esiliati da Istria e Dalmazia”. “Gli Uscocchi nascono – prosegue il portavoce dei supporters – proprio per dare un segno tangibile che dietro il progetto vi sono già moltissime persone in Italia pronte a sostenere attivamente questo sogno”. “E’ pronto – conclude Racca – tutto quanto necessario per onorare la passione verso la Fiumana. Una passione cha nasce dal sogno di pochi, ma che vede migliaia di persone pronte a poter tifare la loro vera squadra del cuore”. Si attende solo il fischio di inizio.

La contraccezione ed il Papa

di Jenny Tellan

Nell’ultimo ventennio l’aumento dei casi di persone affette da malattie trasmissibili sessualmente ha causato molte vittime non solo nei paesi in via di sviluppo,ma anche in quelli globalizzati ed in particolar modo nella fascia sociale dei giovani.
La prima catena di infezioni da AIDS di cui si ha notizia fu infatti scoperta in una cittadina svedese di 50′000 abitanti,nella quale il rapporto sessuale tra un uomo e una prostituta di Haiti nel 1979 fu all’origine di una catena di infezioni.

L”esigenza di cercare delle soluzioni che contrastino l’insorgere di queste malattie hanno individuato nell’uso dei contraccettivi, soprattutto il preservativo, un metodo efficace nel prevenire gran parte delle infezioni da HIV. I risultati a cui hanno portato gli studi condotti da Susan C.Weller hanno dimostrato che l’uso del preservativo diminuisce del 69% la probabilità di contrarre l’infezione dal virus dell’HIV.

Durante il suo viaggio in Africa il Papa ,con il suo discorso nel quale affermava che i “condom” non garantiscono la protezione contro l’HIV/AIDS e possono essere perfino uno dei motivi principali di diffusione dell’HIV/AIDS, ha suscitato scalpore e forti polemiche.

Che il virus non si possa superare solo con i preservativi ma anche con un comportamento più maturo e responsabile,dunque con la dovuta educazione in ambito sessuale, siamo d’accordo. E che l’informazione, in Africa, manchi è un dato di fatto.
Ma l’affermazione del Pontefice nella quale viene detto che addirittura i preservativi aumentano il problema è parsa agli occhi di molti come sconsiderata ed inopportuna rivolta ad un paese come I’ Africa, dove l’AIDS è il principale motivo di morte. Puntare tutto sulla via spirituale non ha mai aiutato a uscire da problemi in ambito patologico.

Quello che serve è un aiuto materiale, rappresentato appunto dai contraccettivi, per ridurre effettivamente la malattia, accostato comunque ad un’educazione alla responsabilità delle persone circa la sessualità, soprattutto dei giovani. Anche perché gli scienziati riconoscono che i preservativi  non sono affatto sicuri al cento per cento: si parla del 10-20 per cento di inefficacia, perché il virus dell’AIDS è 450 volte più piccolo dello spermatozoo.
Una questione legata alla mancanza dell’informazione e allo scorretto uso dei metodi anticoncezionali è quello dell’aborto. Infatti, oggigiorno il numero delle ragazze che decidono di abortire è in continuo aumento. Affinché diminuiscano, gli interventi migliori sono il giusto coinvolgimento delle persone e degli adolescenti in particolare con i settori specializzati dell’azienda sanitaria, per far si che ciascuno inizi ad avere rapporti quando si sente maturo per farlo, e non sull’onda dell’imitazione e della forzatura.

Informazione, responsabilità, basta poco per sconfiggere uno dei mali più grandi che affligge il nostro presente. Fai attenzione: il virus non fa distinzioni di sesso,colore della pelle,status sociale,orientamento religioso, ma ti distingue per quello che fai.

Campo Cyrano – Campo Nazionale Azione Studentesca

Luca può ancora essere etero?

di Mariateresa e Valeria Piovan

La canzone “Luca era gay”, con la quale Giuseppe Povia si è esibito quest’anno al Festival di Sanremo, ha diviso l’Italia.

Molti omosessuali (e non), infatti, hanno accusato il cantautore di omofobia ed addirittura di odio nei confronti di coloro che hanno orientamenti sessuali diversi da quelli predicati dalla Chiesa Cattolica. Ne sono prova, per esempio, i numerosi commenti che si trovano in Internet sotto i video della canzone, o gli interventi dell’Arcigay, capitanata dai suoi presidenti Mancuso e Grillini, su giornali ed altre fonti di informazione. Altri invece, come tanti eterosessuali, hanno compreso il vero messaggio della canzone, che a nostro giudizio non è per nulla offensivo o di parte; al contrario, può essere considerato un insegnamento di vita per tutti.

Per di più, Povia, prima dell’inizio del Festival, quando ancora si conosceva solo il titolo della canzone e non il contenuto, è stato più volte attaccato da Grillini, presidente dell’Arcigay, e molte sono state le polemiche nei suoi confronti, alle quali, però, il cantante non ha dato peso, dichiarando inoltre di essersi divertito a rispondere alle accuse, in quanto amante del ruolo di provocatore.

Nel brano il cantante sottolinea più volte il fatto di non ritenere l’omosessualità una malattia e di non avere scritto questa canzone con l’intento di condannare o accusare la scelta di vita di qualcuno. Anzi, racconta un’esperienza: “..questa è la mia storia, solo la mia storia, nessuna malattia nessuna guarigione…”.

Nella canzone viene spiegata una realtà diversa, ma comunque esistente e diffusa nel mondo d’oggi, quella della vita di un ragazzo segnata dall’oppressione di una madre fin troppo possessiva e dalla lontananza del padre fin dalla tenera età: “…mamma mi parlava sempre male di papà, mi diceva non sposarti mai per carità, delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusa…”.

Tra l’altro, c’è da chiedersi una cosa: se Luca ha dato il permesso all’amico di raccontare la sua vita privata in una canzone ascoltata in tutto il mondo, senza problemi, perché dobbiamo farceli noi?

Editoriale – Un "inaspettato" secondo numero

Ecco l’editoriale del secondo numero del giornalino di Azione Studentesca Pordenone, “LA VOCE DELLO STUDENTE”!

E così, alla fine, anche questo secondo numero del giornalino del nostro movimento è uscito. Era nostra intenzione pubblicare, prima del termine di quest’anno scolastico, un altro numero della nostra testata, dopo quello dedicato ai retroscena sulla Cina di Pechino 2008, che sembra aver riscosso un più che discreto successo. Questo motivo, unito alla determinazione dei nostri militanti e alla magica potenza del ciclostile, è riuscito a trasformare alcune nostre opinioni, dubbi e speranze in lettere, parole, inchiostro su carta.

Cosa potrete trovare in questo numero? Beh, a dire il vero, non voglio rovinarvi la sorpresa, ma vi posso assicurare che nella stesura della scaletta abbiamo cercato di inserire temi che potessero essere interessanti per tutti gli studenti (e non) che verranno a contatto con queste pagine. Ne sono venuti fuori articoli a mio giudizio interessanti, mai noiosi. Abbiamo cercato di utilizzare un linguaggio quotidiano, semplice e chiaro, ma mai superficiale. Abbiamo scelto, inoltre, di utilizzare il linguaggio degli studenti come noi, che si trovano a crescere in un mondo sempre più strano e difficile. In un mondo nel quale i giovani rischiano di trovarsi senza lavoro, senza una valorizzazione del merito, costretti ad affrontare molte difficoltà, noi stiamo dalla parte di quelli che hanno il coraggio di compiere quello che è il vero atto di ribellione del nostro tempo: decidere di formare una famiglia.

Il nostro giornalino non nasce per imporre un’idea, bensì si pone come obiettivo quello di essere spunto di riflessione per quanti più studenti possibile. Sarebbe veramente bello e gratificante per me, per noi, se qualcuno dopo aver letto qualche articolo di questo giornalino, decidesse di scriverci un’e-mail, inviandola all’indirizzo sul retro, per dirci che impressioni ha avuto da questa nostra pubblicazione, o, semplicemente, se è d’accordo o in disaccordo con ciò che abbiamo scritto. Sarebbe gratificante, perché vorrebbe dire che la nostra scommessa, la nostra sfida ad un mondo vecchio che vuole tutti gli studenti, i giovani, omologati e senza fiducia nel futuro, può essere vinta.

Penso di essermi dilungato anche troppo con questa introduzione, ma permettetemi di concludere questo editoriale con una citazione che mi sta molto a cuore, e che, nonostante la sua età, ci emoziona oggi come ha emozionato altri giovani cento anni fa, e che riassume, in poche parole, la nostra battaglia.

“Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo una volta ancora, la nostra sfida alle stelle.”

Manifesto del Futurismo (1909) 

 

Riccardo Favaro

Responsabile Provinciale Azione Studentesca

Vice-Presidente Consulta Provinciale degli Studenti

COMUNICATO STAMPA: Nuovo numero de "La voce dello studente"!

Pordenone, 01/06/2009

COMUNICATO STAMPA

Dopo il numero dedicato ai retroscena delle Olimpiadi di Pechino del 2008, esce il secondo numero de “La voce dello studente”, il giornalino del movimento studentesco Azione Studentesca, “capitanato” dal Vicepresidente della Consulta Provinciale degli Studenti, il diciassettenne Riccardo Favaro.

«Abbiamo voluto questo numero, scritto, ciclostilato ed impaginato da noi stessi e che distribuiremo nei prossimi giorni all’esterno di alcuni istituti del pordenonese – spiega Favaro – per fornire a quanti più studenti possibile una nuova fonte di riflessione sui fatti che accadono nel mondo. Una fonte di riflessione che sia più vicina e sensibile alle aspettative ed ai problemi dei giovani, spaziando dall’Abruzzo colpito dal terremoto al Papa e la contraccezione; andando da una scheda tecnica sull’iPhone della Apple alle vignette satiriche messe a nostra gentile disposizione dal famoso fumettista Alfio Krancic.»

«Ci auguriamo – conclude Favaro – che la nostra voce, la voce di questo Fight Club, abbia lo stesso successo riscosso dal precedente numero edito dal nostro movimento.»

Riccardo Favaro

Responsabile Provinciale
Azione Studentesca

Vice-Presidente
Consulta Provinciale degli Studenti