Monthly Archive for June, 2008

Non abbandonare il tuo cane!

Pechino 2008?

pechino 2008 omicidio

La Granbassi pensa al Tibet

tratto da Azione Giovani Pordenone:

Vi riportiamo una bella dichiarazione di Margherita Granbassi tratta dal sito della Gazzetta.

MILANO, 24 giugno 2008 – Le polemiche legate agli imminenti Giochi di Pechino non sono ancora finite. A riaprire la discussione è la vicecampionessa del mondo di fioretto, Margherita Granbassi, che in un’intervista rilasciata alla rivista “Diva e donna” (domani in edicola) si pronuncia così: “L’Olimpiade è di certo un’occasione per far saltare all’occhio i problemi. Ben venga se attraverso lo sport si parla del Tibet oppresso dalla Cina”. L’atleta triestina, opposta all’ipotesi del boicottaggio, però aggiunge: “Gli organizzatori dovevano porsi il problema sull’opportunità o meno di disputare i Giochi a Pechino quando sono stati assegnati alla Cina, non ora. Io credo che un problema politico non debba essere risolto dallo sport. Se poi mi dicessero che, annullando le Olimpiadi, il Tibet torna libero, rinuncerei oggi stesso ai Giochi”. Gazzetta.it

Campo Nazionale di Azione Studentesca

Quest’anno abbiamo deciso di organizzare questo importante incontro in un campeggio nelle italianissime terre d’Istria, a noi tanto care.
Il campo si svolgerà dall’11 al 13 luglio a Medolino, paesino di mare vicino alla città di Pola. Intitolato “Rivoluzionari per tradizione”, avrà lo scopo di farci riscoprire lo spirito rivoluzionario che è proprio dell’essere giovani e che vogliamo declinare con la cultura: il programma è in fase di preparazione, ma alcuni intellettuali ci racconteranno come secondo loro declinare il recupero del senso rivoluzionario della cultura e della scuola come fucina di idee in un mondo figlio del ’68 che ha fatto dell’assenza di cultura un’ideologia.
I dettagli li avrete in questi giorni; nel frattempo:
1. Coinvolgete il maggior numero di studenti possibile, anche non militanti di AS: è un’occasione che abbiamo per farci conoscere divertendoci, lontani dalla politica di tutti i giorni.
2. Gli alloggi sono previsti solamente in tenda. Tuttavia, con ottime probabilità saranno gratuiti per tutti gli studenti (posto tenda e un pasto al giorno).
3. Il viaggio è a carico dei partecipanti fino a Venezia. Lì troverete alcuni pullman che nella giornata di venerdì 11 partiranno per portare gratuitamente i ragazzi al campeggio. Sono previsti rimborsi per gli studenti provenienti dalle regioni più lontane (Sud Italia e isole): scrivetemi per informazioni.
4. Chiunque avesse problemi economici riguardo al viaggio può comunque richiedere rimborsi extra per situazioni particolari.
5. Il campeggio si trova in Croazia. Pertanto è necessario fornirsi di una serie di cose fondamentali:
a) Carta d’identità valida o documento alternativo valido per l’espatrio.
b) Copertura sanitaria (bisogna andare alla propria USL/ASL e chiedere il modello 111 per l’estero. È gratis)
c) Cambiare i soldi: in Croazia è vietato l’utilizzo dell’Euro.
d) Ciascuno provveda alla propria tenda, sacco a pelo e ad una torcia per la notte.
È fondamentale che mi facciate pervenire al più presto le vostre adesioni inviando una email a campo@azionestudentesca.org con su scritto:
a) Nome, cognome e data di nascita di tutti i partecipanti al campo
b) Data ed orario prevista di arrivo a Venezia (è sufficiente un orario approssimativo). Considerate che i pullman partiranno a diversi orari nella mattinata di Venerdì 11.
Informazioni più dettagliate ne avrete non appena possibile. Nel frattempo potete usare la mail del campo anche per contributi, idee, domande, ecc…
In alto i cuori.

Michele Pigliucci
Responsabile nazionale AS

Storia di un Popolo derubato della propria Libertà

ATTENZIONE: Continua la pubblicazione online degli articoli presenti sul nostro giornalino studentesco! Come sempre, siete liberi di copiarli, basta che ne linkiate la fonte! Grazie!

 

“Il vuoto fu riempito dal vento, poi una pioggia torrenziale. Dopo aver formato un oceano primordiale, la pioggia cessò. Il vento, invece, continuò a soffiare e agitò le acque a tal punto che esse si raddensarono, come il burro dal latte, formando alte montagne. Fu allora che Nyatri Tsanpo, primo re tibetano, scese dal cielo per mezzo di una corda. La stessa corda che, alla sua morte, usò per ascendere nuovamente agli dei”.

Cosi la mitologia buddista dipinge la nascita del Tibet. La storiografia invece fa risalire la nascita di uno Stato, embrione del futuro regno tibetano, al VII secolo dopo Cristo. A capo di questa nuova entità, il principe Namri Lonstan.

Fra il VII e il XI, il Tibet fu retto da 42 sovrani, sotto i quali la forza e l’estensione del regno andarono gradualmente aumentando.

Nel XIII secolo il Tibet fu incorporato nell’Impero cinese-mongolo. Un ruolo fondamentale nel sodalizio tra tibetani e mongoli lo svolse il buddismo, che in poco più di cinque secoli fu abbracciato dalla quasi totalità della popolazione mongola. Intanto il Dalai Lama (titolo attribuito ai capi reincarnati della scuola Gelupga) stava diventando il leader indiscusso del popolo tibetano. Forte dell’alleanza con i mongoli, il 5° Dalai Lama riusci ad avere la meglio sulle scuole rivali e sui sovrani laici locali divenendo cosi il primo Dalai Lama ad esercitare un effettivo potere politico sull’intero Tibet. A questo periodo si può far risalire anche il trasferimento del governo da Drepung a Lhasa, attuale capitale del Tibet.

Il sodalizio mongolo tibetano si ruppe con l’ascesa al potere del 6° Dalai Lama, il quale, a causa della propria condotta indusse il sovrano mongolo Lhazang Khan ad assumere il diretto controllo politico sul Tibet. Deposto il 6° Dalai Lama, Lhanzang Khan ne nominò uno nuovo al quale i tibetani contrapposero un loro candidato, individuato secondo il tradizionale criterio della reincarnazione.

Nel 1717 i gelupga chiamarono gli dzungari – confederazione di tribù mongole occidentali – in loro soccorso. Questi però, da liberatori finirono per diventare occupanti.

Nel 1720, l’ Imperatore Manciù della Cina intervenne cacciando gli dzungari. Fu stabilito però, un protettorato cinese che sarebbe durato fino al 1911 e che avrebbe determinato la fine dell’indipendenza del popolo tibetano.

Nel 1912, in seguito alla cacciata dei cinesi con l’aiuto dell’Inghilterra, il Tibet dichiarò la propria indipendenza dalla Cina ma, alla fine della seconda guerra mondiale, gli Inglesi abbandonarono la regione e il governo Cinese, ormai comunista, poté riprendere l’antica politica degli imperatori Manciù. L’invasione dell’esercito di Mao (nuovo leader cinese) del 1950 portò alla firma di un trattato che permise il riconoscimento dell’occupazione militare cinese del Tibet nel rispetto dell’autonomia regionale tibetana e delle proprie credenze e tradizioni. Nel 1952 cominciò però una campagna di sistematica distruzione dei monasteri. Nel 1959 il Tibet divenne definitivamente, e per disgrazia del popolo tibetano, regione autonoma della Repubblica Popolare cinese. Il governo legittimo fu esiliato a Dharamsala, nell’India settentrionale.

Da quell’anno il popolo tibetano ha cercato ripetutamente di liberarsi dalle redini che lo legano al governo di Pechino senza però avere successo. Inoltre la comunità internazionale, sempre pronta a invocare il principio di autodeterminazione dei popoli, ha preferito conservare i propri rapporti con il governo cinese piuttosto che ascoltare le continue richieste d’aiuto dei tibetani.

 

Antonio Pantano

Presidente Circolo AG Sacile

Il mondo in drag&drop

Video molto interessante! :)

BULLISMO: MELONI, C’E’ CARENZA DI VALORI DI RIFERIMENTO

 

Giorgia Meloni“C’è sicuramente una carenza di valori di riferimento e di esempi di solidarietà della nostra società a partire dalla famiglia e da tutte quelle realtà solidali che dovrebbero insegnare valori positivi. Viviamo in una società nella quale i media, gli strumenti di comunicazione accendono i riflettori sui fenomeni generazionali e magari non riescono con la stessa forza a raccontare una generazione che è fatta anche di molte altre cose”. Lo ha detto il ministro per le Politiche Giovanili, Giorgia Meloni, ospite di una trasmissione radiofonica.

 

Data pubblicazione: 12/06/2008

Olimpiadi: sì o no?

ATTENZIONE: Ecco il primo articolo del nostro giornalino studentesco…i cui articoli verranno pubblicati periodicamente su questo sito! Se vi piacciono potete tranquillamente copiarli, basta che ne linkiate la fonte! Grazie!

Scaricalo in PDF da qui!

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Quella che sta per iniziare sarà senza dubbio una delle edizioni dei Giochi Olimpici attorno alla quale il dibattito si è fatto più acceso. Molteplici i motivi: religiosi, culturali, politici, economici.

Ha risvegliato senz’altro molta indignazione, in tutto l’Occidente, la repressione che il Governo di Pechino ha attuato pochissimo tempo fa nella regione del Tibet, insorta contro il mai accettato cancro del regime comunista cinese, insediatosi nella regione nel 1959 e mai più andatosene. Intolleranza verso un regime che ha ucciso, distrutto, eliminato fisicamente monasteri, persone e opere d’arte. Verso un regime che ha addirittura provato, per fortuna senza successo, ad eliminare la lingua del Popolo Tibetano oppresso. E per la cui difesa l’intero blocco Occidentale si è sempre limitato a fare il minimo indispensabile. Ci sono rapporti economici troppo delicati da mantenere, dicono.

Ed è proprio l’ipocrisia dell’Occidente, negligente nel vedere il sangue che ogni giorno viene sparso in quei luoghi, apparentemente così lontani, ad indignare ancora di più. Risale a poco tempo fa pure la notizia della vendita di liste piene di nomi di “avversari del regime”, che il provider internet statunitense Yahoo! avrebbe ceduto al Governo di Pechino, in cambio di privilegi commerciali e denaro.

La mano insanguinata del regime di Pechino non si ferma entro i confini del Celeste Impero. Si espande, arrivando persino nel Darfur africano e in Birmania (quella che oggi si chiama Myanmar).

Ma l’Occidente sembra non vedere nulla di tutto ciò.

Probabilmente non tutti sapranno della condizione in cui versano le donne in Cina, dove ancora in molti luoghi è rimasta una mentalità che fa si che queste vengano trattate come dei mostri, o meglio, dei fantasmi. Semplicemente, se nascono, non esistono. Pertanto c’è chi pensa che sia meglio non farle nascere, tanto per non condannarle ad una vita di stenti e di violenze.

Ma, nonostante sia relativamente piccolo, esiste un blocco di Stati che ha deciso di intervenire, per non continuare a rimanere in silenzio di fronte a tanto male, di fronte a tanti insulti alla dignità umana. Così, con la Francia di Sarkozy, è stata avanzata la proposta di un boicottaggio di questa edizione dei Giochi Olimpici, che, per funzionare davvero dovrebbe trovare d’accordo i Comitati Olimpici di molti Paesi che parteciperanno ai Giochi.

Personalmente, non sappiamo se il boicottaggio dei Giochi sia una misura utile per far sentire la propria voce su tutto ciò che avviene in Cina oggi e di cui troppo poco si parla: il boicottaggio dei Giochi di Mosca 1980 e Los Angeles 1984 (attuato rispettivamente dai Paesi Occidentali a Mosca, da quelli del Patto di Varsavia negli USA) non sono serviti a molto.

Ma, se questa è l’unica strada verso un riconoscimento dei diritti fondamentali dell’Uomo in un Paese come la Cina dove neppure la stampa ed Internet sono liberi, allora è giusto, è un dovere di ogni persona che creda nella Libertà percorrerla. Giochi Olimpici o meno, dobbiamo superare la sterile retorica e cominciare ad agire.

Riccardo Favaro

Responsabile Provinciale Azione Studentesca

Vice-Presidente Consulta Provinciale degli Studenti

Il Messaggero sul nostro giornalino

Ed eccoci sul Messaggero di Pordenone di ieri, sabato 7 giugno 2008!

E ANDIAMO AVANTI!!

Articolo giornalino studentesco 08 giugno 08

Ultimo giorno di scuola ieri per gli studenti di primarie e medie inferiori, mentre oggi tocca ai ragazzi delle superiori.
In scaletta non ci sono solo le prevedibili e tradizionali feste nei parchi e nelle piazze della città, supervigilate dalla polizia municipale. Ci sono anche iniziative legate a un impegno politico degli studenti.
Per esempio, in contemporanea all’ultima campanella è uscito anche il primo numero del giornalino di Azione studentesca sui banchi nelle superiori di Pordenone e hinterland. Un numero monografico distribuito a pioggia e dedicato alle imminenti Olimpiadi in Cina: “I retroscena di Pechino 2008″. «Si tratta di un foglio che non ha l’aspirazione a essere una fonte di informazione assoluta, ma propone spunti di riflessione ha detto il responsabile provinciale di Azione studentesca, Riccardo Favaro, che è anche vicepresidente della Consulta provinciale degli studenti -. Servirà a tutti i ragazzi non ancora omologati dalla linea del pensiero comune».
Il movimento studentesco di Azione affronta, nel giornalino, i temi scottanti della politica del “dragone” asiatico. «Trattiamo di questione tibetana – ha anticipato la prima pagina Favaro insieme ai collaboratori Antonio Pantano, Francesco Morabito e Alberto Locatelli -. Un affondo sulla condizioni della donna nella Repubblica popolare cinese, dei boicottaggi storici capitati in altre edizioni dei Giochi Olimpici».
Boicottaggi in cronaca: contro la Birmania, il Darfur. «La nostra testata, colpirà anche con la goliardia – ha promesso Favaro – e qualche articolo sulle glorie dello sport nazionale. Il giornalino potrà regalare momenti di allegria e ironia. Auspichiamo un impegno alla lettura e all’impegno politico, tra i 12 mila studenti delle superiori». Per chi volesse contatti ravvicinati con Azione, l’appuntamento è fissato ogni sabato in piazza Risorgimento, al civico 28 a Pordenone, o cliccando il sito www.azionestudentescapn.net e il numero telefonico 3280099791. «Ci battiamo contro l’omologazione culturale nelle scuole – è l’obiettivo di Favaro -, contro il caro:libri 2008-2009 e per difendere la nostra generazione. Perché le etichette di bulli e bamboccioni ci vanno strette».

Chiara Benotti

Comunicato Stampa

Desideriamo comunicare che, visto l’approssimarsi sempre più imminente della ventinovesima edizione dei Giochi Olimpici, che questa volta si terranno a Pechino, diffonderemo negli istituti superiori della Provincia dove è maggiormente presente un giornalino studentesco riguardante tutti i retroscena di questa edizione dei Giochi Olimpici.

Il giornalino, dal titolo appunto “I retroscena di Pechino 2008”, non avrà la prepotenza di ergersi a fonte di informazione, bensì proverà ad essere semplicemente uno spunto di riflessione per tutti quegli studenti non ancora omologati dalla linea del pensiero comune.

In questa produzione del nostro movimento studentesco verranno affrontati alcuni tra i temi più importanti riguardanti il Paese che ospiterà le Olimpiadi, temi di cui purtroppo quasi mai si parla e di cui troppa poca gente è veramente a conoscenza. Si parlerà infatti di questione tibetana, delle condizioni della donna nella Repubblica Popolare Cinese, dei boicottaggi storici che hanno riguardato altre edizioni dei Giochi Olimpici, laogai, Birmania, Darfur, per concludere il tutto con un naturale articolo riguardante gli atleti italiani che parteciperanno ai Giochi. Non mancherà certamente, come è nella natura stessa del movimento, la goliardia. Pertanto, il giornalino potrà regalare ai lettori anche qualche momento di allegria e ironia.

Speriamo vivamente che la nostra iniziativa sia di gradimento a tutti gli studenti e non della Provincia, e che sia spunto di riflessione, per tutti.