Ieri sera, 29 aprile 2010 (anniversario della morte di Sergio Ramelli), dopo mesi dalla prima presentazione, il Consiglio d’Istituto dell’ITC “G. Marchesini” di Sacile (PN) ha approvato all’unanimità la proposta della componente studentesca (di cui mi onoro di essere rappresentante) di intitolare il piazzale antistante l’istituto a "Sergio Ramelli e Valerio Verbano, Giovani caduti per un’Idea". La proposta, coraggiosa e controcorrente, è giunta dalla componente studentesca proprio per dare un segnale forte nei confronti di chi vorrebbe vedere i giovani come una massa senza idee, senza sogni, senza passato e, quindi, senza futuro. Una proposta che non deve e non vuole passare sotto silenzio, perché quei giorni non ritornino mai più; perché non ci siano più giovani vittime dell’odio politico, costretti ad abbandonare troppo presto questa terra con la sola colpa di avere amato, fino in fondo, un’Idea; perché i nomi di quei due ragazzi, simbolicamente l’uno vicino all’altro, possano far sperare nel raggiungimento di una pacificazione nazionale, anche in riferimento a quei tristi anni di sangue.
Non mi dilungo troppo: a volte le vittorie più sentite concedono solo poche frasi per essere espresse. Per quanto mi riguarda, anche un giorno dopo, rimango senza parole. Non mi sarei aspettato, soprattutto adesso, un risultato così importante!
Adesso la palla passa al Consiglio Comunale. GRAZIE di cuore a tutti!
Quanto prima chiederò al Presidente Ballaman che nel corso della prossima seduta del Consiglio Regionale venga osservato un minuto di silenzio per Orlando Zapata Tamayo, il dissidente cubano morto pochi giorni fa nelle carceri di Castro. Tamayo era uno dei 75 dissidenti arrestati nel 2003 ed era condannato a 36 anni di carcere per “vilipendio” a Fidel Castro. La sua prigionia è finita dopo 85 giorni di sciopero della fame, ma la sua morte ha suscitato ben poca eco sui media italiani. In particolare i tanti intellettuali di sinistra che ci hanno sempre descritto Cuba come un paradiso in terra e che dicono di avere a cuore i diritti umani, in questa occasione si sono chiusi in un silenzio assoluto e imbarazzante. Probabilmente se Tamayo fosse morto in qualche altro paese “l’intellighenzia” e la stampa nazionale avrebbero trattato la notizia in maniera molto differente. Per fortuna ci hanno pensato twitter e i blogger cubani a far sapere al mondo che il sanguinoso regime comunista dei fratelli Castro ha mietuto un’altra vittima, la cui unica “colpa” era quella di combattere per la libertà del proprio popolo.
Pordenone – “La scuola racconti agli studenti il dramma delle foibe e dell’esodo, senza giustificarlo, sminuirlo o negarlo”. E’ il messaggio lanciato dal presidente della Provincia Alessandro Ciriani in occasione del Giorno del Ricordo, organizzato dall’Amministrazione provinciale in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e la Consulta provinciale degli studenti. Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità e cittadini ma soprattutto tanti studenti che hanno riempito la Sala consiliare della Provincia per ascoltare gli interventi dello stesso Ciriani, del presidente provinciale degli esuli Silvano Varin, del presidente della Consulta studentesca Riccardo Favaro e di due storici dell’Università di Trieste: Renato Cristin e Stefano Pilotto. La giornata si è aperta con la deposizione di una corona di fiori, da parte di Ciriani, Varin e Favaro, alla lapide del Giorno del Ricordo nel cortile della Provincia. Poi gli interventi in Sala Consiliare. 
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