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Un piazzale ai Giovani caduti per un’Idea

image Ieri sera, 29 aprile 2010 (anniversario della morte di Sergio Ramelli), dopo mesi dalla prima presentazione, il Consiglio d’Istituto dell’ITC “G. Marchesini” di Sacile (PN) ha approvato all’unanimità la proposta della componente studentesca (di cui mi onoro di essere rappresentante) di intitolare il piazzale antistante l’istituto a "Sergio Ramelli e Valerio Verbano, Giovani caduti per un’Idea". La proposta, coraggiosa e controcorrente, è giunta dalla componente studentesca proprio per dare un segnale forte nei confronti di chi vorrebbe vedere i giovani come una massa senza idee, senza sogni, senza passato e, quindi, senza futuro. Una proposta che non deve e non vuole passare sotto silenzio, perché quei giorni non ritornino mai più; perché non ci siano più giovani vittime dell’odio politico, costretti ad abbandonare troppo presto questa terra con la sola colpa di avere amato, fino in fondo, un’Idea; perché i nomi di quei due ragazzi, simbolicamente l’uno vicino all’altro, possano far sperare nel raggiungimento di una pacificazione nazionale, anche in riferimento a quei tristi anni di sangue.

Non mi dilungo troppo: a volte le vittorie più sentite concedono solo poche frasi per essere espresse. Per quanto mi riguarda, anche un giorno dopo, rimango senza parole. Non mi sarei aspettato, soprattutto adesso, un risultato così importante!

Adesso la palla passa al Consiglio Comunale. GRAZIE di cuore a tutti!

«Orari a misura di studente»

 dal Messaggero di Pordenone del 6 marzo 2010:

CORDENONS. «Chiediamo orari dei pullman coordinati con il tempo scuola nell’arco delle lezioni 8-14». L’appello all’Atap è della dirigente dell’Isa “Galvani” di Cordenons, Filomena Sannino, con 500 tra studenti e professori. Nell’istituto d’arte ci sono percentuali molto alte di ragazzi pendolari, e il nuovo anno promette un aumento degli iscritti da tutta la provincia e fuori dai confini. «La riforma Gelmini delle superiori partirà in settembre con 34 ore di lezioni settimanali – ha puntualizzato il capo di istituto con la vice Moira Piemonte –. Ore di 60 minuti, nell’arco previsto 8-14 dal lunedì al venerdì e 8-12 di sabato. Serve la collaborazione dell’Atap, nel quadro della fattibilità. L’obiettivo è scongiurare i rientri pomeridiani: sarebbe una penalizzazione per i ragazzi pendolari». Due sedi, in via Sclavons e in via Interna a Pordenone, palestre provvisorie da anni, lavori di messa a norma previsti nel 2010 nella sede centrale e lezioni da fare coincidere con gli orari di pullman e treni: è la problematica dell’Isa. «I nostri ragazzi arrivano anche da fuori provincia – ha concluso Sannino –. Per esempio da Portogruaro, dal Trevigiano, da Maiano». Un altro problema sono le coincidenze dei bus Cordenons-Pordenone per gli studenti abbonati di Trenitalia. Tavolo aperto con Provincia e Atap, per decidere la rete dei servizi di trasporto: la decisione dopo il 26 marzo, quando si faranno i conti sulle matricole 2010-2011. «Chiediamo servizi a misura di studente», hanno presentato i desiderata i ragazzi della consulta provinciale e del “Galvani” all’Atap, nel vertice nell’ex Provveditorato di Pordenone. «Disponibili al confronto – ha risposto l’azienda –. Ma facciamo un calcolo sui pendolari reali». Studenti in viaggio e, spesso, con un diavolo per capello sulle coincidenze. «Un approccio per aprire il dialogo – ha commentato il presidente della consulta, Riccardo FavaroVogliamo esserci, negli incontri tra Provincia, dirigenti e Atap, per definire il nuovo quadro orario dei pullman in vista della riforma Gelmini 2010-011. Presenteremo un dossier con tutte le note dolenti». Quello che brucia ai ragazzi sono le multe. «Esagerate – hanno valutato 18 rappresentanti della consulta – Chiediamo clemenza e umanità dai controllori e sanno bene che non siamo clandestini a bordo». (c.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ricordare Orlando Zapata Tamayo

dal blog del Vicepresidente della Giunta Regionale del Friuli-Venezia Giulia, Luca Ciriani:

Orlando Zapata TamayoQuanto prima chiederò al Presidente Ballaman che nel corso della prossima seduta del Consiglio Regionale venga osservato un minuto di silenzio per Orlando Zapata Tamayo, il dissidente cubano morto pochi giorni fa nelle carceri di Castro. Tamayo era uno dei 75 dissidenti arrestati nel 2003 ed era condannato a 36 anni di carcere per “vilipendio” a Fidel Castro. La sua prigionia è finita dopo 85 giorni di sciopero della fame, ma la sua morte ha suscitato ben poca eco sui media italiani. In particolare i tanti intellettuali di sinistra che ci hanno sempre descritto Cuba come un paradiso in terra e che dicono di avere a cuore i diritti umani, in questa occasione si sono chiusi in un silenzio assoluto e imbarazzante. Probabilmente se Tamayo fosse morto in qualche altro paese “l’intellighenzia” e la stampa nazionale avrebbero trattato la notizia in maniera molto differente. Per fortuna ci hanno pensato twitter e i blogger cubani a far sapere al mondo che il sanguinoso regime comunista dei fratelli Castro ha mietuto un’altra vittima, la cui unica “colpa” era quella di combattere per la libertà del proprio popolo.

«Nelle scuole gira droga»

dal Messaggero di Pordenone del 3 febbraio 2010:

DUELLO Studenti in “marina” per poter essere presenti all’iniziativa osteggiata da alcuni presidi «Circola droga tra gli studenti delle superiori: a Pordenone, Aviano, Cordenons, Sacile». Sono una quarantina i ragazzi tossici inseriti nella comunità di recupero a San Patrignano e Walter Conti, presidente dell’Associazione aiuto famiglie tossicodipendenti Aaft, ha un’idea precisa sul fenomeno droga. Con i volontari, ieri mattina, ha partecipato allo show “Ragazzi permale”, proposto dalla Consulta studentesca nell’auditorium Concordia in città. «Servono controlli capillari nelle scuole – ha auspicato Conti dalla platea -. Il fenomeno delle dipendenze è preoccupante, perché silente. Non dà nell’occhio come i drogati che si siringavano, 20 anni fa. Le sostanze costano meno di qualche anno fa e si “tirano” con il fumo o in pasticche. A scuola non ci si accorge, i dirigenti dicono che tutto è regolare ma invece non è così». Sos droga. Si comincia intorno ai 15 anni o meno («il caso ultimo che seguiamo è quello di un sedicenne» ha indicato il presidente Aaft). Il trampolino sono le droghe leggere («poi arrivano le “paste” o la coca»). «Stanno rovinando una generazione – hanno confermato alcuni genitori dell’Aaft, con sede a Sacile -. Siamo in prima linea per l’emergenza dei ragazzi caduti nelle dipendenze tossiche e le scuole devono scendere in campo. Se la Consulta degli studenti propone uno spettacolo di San Patrignano, perché tanti istituti non hanno mandato i ragazzi nell’auditorium Concordia?». In marina. Tanti studenti in “marina”, ieri, nell’auditorium Concordia di Pordenone. Applausi da spellarsi le mani e polemiche forti. «Non li abbiamo incoraggiati a marinare la scuola, ma li accogliamo a braccia aperte – ha chiarito Riccardo Favaro, presidente della Consulta degli studenti promotrice l’happening di prevenzione alla droga -. Alcuni dirigenti si sono messi contro alla partecipazione. Lottiamo contro le dipendenze, ma ci sono capi di istituto che esprimono dubbi su questo show e negano che ci siano studenti che spacciano o consumino sostanze». La Consulta. Ha riempito il teatro con i compagni “regolari” dell’Itc Mattiussi, Itis Kennedy, Isa Galvani, Don Bosco, Parini-Alfieri, liceo Leopardi-Majorana. Tra gli ospiti eccellenti, il numero uno dell’Ufficio scolastico provinciale Stefano Caravelli: «E’ un piacere essere qui, ragazzi – ha lodato l’evento -. E’ un’importante iniziativa, anche se non riconosciuta da alcuni vertici scolastici. Complimenti all’autonomia organizzativa dei ragazzi della Consulta». Al suo fianco l’assessore all’istruzione comunale Gianantonio Collaoni («diamo fiducia alla Consulta» ha detto), autorità della Provincia e Guardia di Finanza. Lo show. Il progetto di prevenzione “We free” dei ragazzi-attori della comunità di San Patrignano: voci e parole, musica e talk show. Con Tiziano e Marco che hanno raccontato la loro storia di sballo giovanile, insieme al regista-attore Francesco Apolloni. Il messaggio. «La droga uccide e schiavizza, leggera o pesante che sia non fa differenza ed è tempo di dirlo senza alcuna morbidezza – ha concluso Favaro dal palco -. I giovani ne sono incuriositi anche grazie alla mitizzazione che ne fanno videogiochi, film, musica. Sta a noi rappresentanti degli studenti, utilizzare i mezzi a nostra disposizione per cercare di far prendere coscienza a quanti più giovani possibile che chi si droga, non è “figo”. Le scuole devono fare passare il messaggio». Il “no grazie” di alcuni dirigenti, non ferma la Consulta. «Le lezioni, quelle vere – ha detto Simone Brocco rappresentante del Kennedy – spesso si trovano fuori dalle classi e dai libri». Chiara Benotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Spettacolo per dire no alla droga divide le scuole della provincia

dal Messaggero di Pordenone del 19 febbraio 2010:

La Consulta provinciale degli studenti porta a Pordenone lo show “Ragazzi per male” di San Patrignano sulla prevenzione alle droga, ma varie scuole dicono «No, grazie». Poltrone prenotate soltanto a metà dalle classi, questo lunedì nell’auditorium Concordia (orazion d’inizio 10.30) e ingresso libero per tutti i cittadini. «Abbiamo ricevuto l’opposizione di alcuni dirigenti scolastici – è il rammarico di Riccardo Favaro, presidente della Consulta dei ragazzi delle superiori provinciali-. Desideriamo far sì, quindi, che lo spettacolo sia rivolto a tutta la cittadinanza. Sino a questo momento hanno aderito l’Itc Mattiussi, l’Itis Kennedy, il paritario Parini e forse ci saranno studenti dell’Isis di Spilimbergo. Non parteciperanno, invece, i licei Leopardi-Majorana, Grigoletti, Pujati: ci hanno detto che si limitano a pubblicare le locandine. Indifferenza al problema droga, forse?». Voci e parole, musica e talk show di “Studenti per male” sul palco. «E’ un progetto di prevenzione dalla tossicodipendenza realizzato dalla comunità di San Patrignano con Wind e ministero dell’Istruzione – ha aggiunto Favaro – per parlare di droga dalla prospettiva di chi il problema l’ha conosciuto, in prima persona». Storie di vita, per dire no alle sostanze tossiche. Protagonisti dello show saranno ragazzi tra i 18 e i 25 anni che ce l’hanno fatta a liberarsi dalla dipendenza. (c.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

BuOn CoMpLeAnNo, FuTuRiSmO!

20 febbraio 1909

Il Manifesto del Futurismo

Il 20 febbraio 1909 l’eclettico scrittore, giornalista ed artista italiano Filippo Tommaso Marinetti pubblica su Le Figaro di Parigi il Manifesto del Futurismo. E’ un testo in forma declamatoria, nel quale Marinetti riassume le poetiche del gruppo dei futuristi in una raccolta concisa di pensieri, convinzioni e intenzioni. E’ un testo interessantissimo per comprendere la successiva evoluzione culturale e politica dell’Italia. L’esaltazione dell’eccesso e del dinamismo, il rifiuto della letteratura borghese di fine Ottocento, gli accenti nazionalistici, la visione della guerra come un bisogno dello spirito umano, una purificazione che permette e favorisce l’idealismo fanno dei futuristi un’avanguardia, nel senso letterale del termine di molti dei tragici e convulsi avvenimenti del Novecento.

Gli studenti di Pordenone scelgono San Patrignano per parlare di droga.

tratto dal sito della Comunità di San Patrignano:

Manifesto RAGAZZI PERMALE La Consulta Provinciale degli Studenti porta in città gli spettacoli della comunità riminese: un modo nuovo ed efficace per discutere di tossicodipendenza e disagio.
Lo spettacolo Ragazzi Permale sarà rappresentato a Pordenone il 22 febbraio presso il Teatro Concordia in Via Interna, 2 alle ore 10.30.

L’iniziativa nasce dall’impegno diretto di un gruppo di studenti delle scuole superiori tra cui Riccardo Favaro, Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti, che ha proposto a studenti e insegnanti il format di prevenzione ideato dalla Comunità di San Patrignano per la sua innovativa modalità di comunicazione, quella “peer to peer”, dove a parlare ai ragazzi delle scuole ci sono altri ragazzi come loro.
Diversi gli Istituti Scolastici che prenderanno parte all’evento che si svolge in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale, la Provincia di Pordenone e l’associazione A.A.F.T. Versolavita.

“La droga uccide e schiavizza, leggera o pesante che sia, non fa differenza ed è tempo di dirlo senza alcuna morbidezza” ha spiegato Riccardo Favaro, Presidente della Consulta degli Studenti. “I giovani ne sono incuriositi anche grazie alla mitizzazione che ne fanno videogiochi, film, musica ma sta anche a noi rappresentanti degli studenti, utilizzare i mezzi a nostra disposizione per cercare di far prendere coscienza a quanti più giovani possibile che chi si droga non è “figo”, che non serve l’assunzione di sostanze stupefacenti per vivere delle emozioni indimenticabili o per divertirsi con gli amici. Mi auguro che le scuole, nell’ambito del loro fine educativo, facciano partecipare un numero di studenti all’altezza delle aspettative. Le lezioni, quelle vere, spesso si trovano fuori dalle classi e dai libri di scuola e noi ne vogliamo dare una dimostrazione”.

Sul palco per la prima volta ci sarà Marco, che assieme a Tiziano racconterà la sua storia. Ad accompagnarli in scena il conduttore Francesco Apolloni.

Dopo lo spettacolo, il dialogo può continuare anche sul web grazie al sito www.wefree.it, dove è possibile trovare i blog dei protagonisti dei format, discutere, lasciare commenti e chiedere aiuto. Una community virtuale che ogni mese riceve circa 10.000 contatti.

La scuola insegni la verità sulle Foibe

tratto da FriulWeb:

Pordenone – “La scuola racconti agli studenti il dramma delle foibe e dell’esodo, senza giustificarlo, sminuirlo o negarlo”. E’ il messaggio lanciato dal presidente della Provincia Alessandro Ciriani in occasione del Giorno del Ricordo, organizzato dall’Amministrazione provinciale in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e la Consulta provinciale degli studenti. Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità e cittadini ma soprattutto tanti studenti che hanno riempito la Sala consiliare della Provincia per ascoltare gli interventi dello stesso Ciriani, del presidente provinciale degli esuli Silvano Varin, del presidente della Consulta studentesca Riccardo Favaro e di due storici dell’Università di Trieste: Renato Cristin e Stefano Pilotto. La giornata si è aperta con la deposizione di una corona di fiori, da parte di Ciriani, Varin e Favaro, alla lapide del Giorno del Ricordo nel cortile della Provincia. Poi gli interventi in Sala Consiliare.
Secondo Ciriani “assistiamo da un lato al crescere di riduzionismi, negazionismi, odiosi distinguo che serpeggiano più o meno sotto traccia anche in certi ambienti del nostro territorio e che vorrebbero marginalizzare la gravità di quei fatti. Dall’altro per fortuna, registriamo il desiderio di tanti ragazzi di conoscere la verità. E’ sacrosanto -ha continuato- che gli studenti pretendano da professori e libri l’assoluta obiettività e aspirino a conoscere la storia senza condizionamenti di alcuni genere e colore. I giovani però -ha concluso- devono ricordare non per nutrire sentimenti di rabbia o vendetta, ma al contrario per ricomporre una memoria condivisa e un’identità comune”.

“E’ la prima volta -ha detto commosso Varin- che gli studenti partecipano al Giorno del Ricordo. E’ il segno che viene finalmente conferito a noi esuli il riconoscimento morale della nostra tragedia. Se finora non era avvenuto -ha continuato- lo si deve anche a un scuola che è venuta meno al dovere di coscienza di informare gli studenti e che ha formato amministratori locali che oggi non danno la dovuta importanza a queste celebrazioni”. A margine degli interventi ufficiali Varin ha spiegato che il suo riferimento era “anche rivolto al comune di Pordenone che era assente a queste celebrazioni. E neppure gli anni scorsi -ha aggiunto- ho avuto il piacere di vedere Bolzonello”.

Riccardo Favaro ha letto il saluto portato dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni e ha rimarcato che “ci sono ancora nella scuola italiana professori, presidi e studenti che negano o giustificano le foibe. La verità tuttavia viene comunque sempre a galla -ha continuato- e la menzogna finisce nella “foiba dell’oblio. La Consulta degli studenti -ha inoltre annunciato- lancerà un concorso artistico con una borsa di studio di 1000 euro in memoria di Norma Cossetto”, studentessa universitaria istriana torturata e gettata nelle foibe la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.

Secondo Cristin “le truppe titine attuarono una pulizia etnica anti italiana e una “pulizia ideologica” in nome del comunismo”. Pilotto ha ringraziato i professori presenti e ha esortato gli studenti a “non essere pigri nei confronti della storia perchè essa forgia la coscienza”. Ha poi ricordato Gastone Parigi, l’Onorevole pordenonese recentemente scomparso “che raccontava ai pordenonesi in modo appassionato i drammi delle foibe e dell’esodo quando i libri di storia nemmeno li citavano”. Quanto a coloro che negano le foibe o le considerano come una giustificabile reazione alla politica nazionalista italiana, Pilotto ha sottolineato che “gli italiani, a differenza dei titini, non hanno comunque mai perpetrato in quelle terre genocidi o stermini di massa”.

CONSULTE: NON ABBIAMO DISCUSSO LA RIFORMA, SMENTITA CONTRO STRUMENTALIZZAZIONI

Il Presidente della Consulta Provinciale degli studenti di Firenze Chiara Muccigrosso, coordinatrice della commissione ultimi provvedimenti del consiglio nazionale dei presidenti di consulta, smentisce con forza quanto dichiarato dal presidente della consulta di Roma.
"La plenaria della consulta dei presidenti ha votato a maggioranza il rinvio della discussione sul tema della riforma in quanto non avendo potuto ancora esaminare il testo discusso dal cdm di oggi, non si poteva fare alcuna considerazione in merito. La strumentalizzazione che le associazioni studentesche di sinistra hanno fatto della plenaria è vergognosa e 40 presidenti hanno già firmato un documento da inviare al ministero in cui si denunciano schedature e pressioni sugli studenti raccogliendo email ed appunti che sono circolati durante i lavori".
Anche i presidenti delle consulte di Pistoia, Ferrara, Cuneo, Gorizia, Como, Bergamo, L’Aquila, Potenza e Pordenone denunciano "pressioni di ogni tipo, mentre la realtà dei fatti è confermata dai dati relativi alle votazioni effettuate sul rinvio della discussione sulla riforma: 67 favorevoli su 94 presenti in plenaria".

Vittoria al Consiglio Nazionale delle CPS

Azione Studentesca: Consiglio Nazionale,protagonisti del dibattito studentesco

“Anche in questa occasione il nostro movimento è stato capace di essere protagonista e di lanciare provocazioni largamente condivise.
Questo consiglio nazionale è stato un momento di sintesi politica tra le varie realtà territoriali,ma soprattutto ci ha consentito di misurarci con le altre realtà associative e di dimostrare la nostra capacità di coinvolgere e di determinare consenso.
Abbiamo posto l’attenzione,sul diritto allo studio,quindi sugli strumenti di agevolazione economica per le famiglie in difficoltà,sulla partecipazione studentesca in riferimento al DPR 567,sull’esigenza di un censimento nazionale per verificare la situazione di tutte le scuole italiane in merito all’agibilità delle strutture scolastiche, sulla “giornata della legalità” del 23 Maggio e sulla giornata del Ricordo per non dimenticare la pagina vergognosa delle Foibe.
Il contributo della nostra struttura al dibattito della tre giorni è stato notevole e ci ha permesso di inserire diverse rivendicazioni di nostra appartenenza all’interno dei documenti prodotti dal Consiglio che non hanno temuto neanche l’ostruzionismo solito e inutile delle diverse associazioni di sinistra.
-dichiara Michele Pigliucci,Responsabile Nazionale di Azione Studentesca-
Il nostro movimento ha vinto diverse consultazioni per eleggere le cariche elettive del consiglio tra cui uno dei due moderatori nazionali,Vincenzo Cicero di Palermo,il presidente della Commissione Riforme, Chiara Muccigrosso di Firenze e il vice presidente della Commissione Diritto allo Studio,Niccolo Fabrizi di Bergamo.
In virtù dei risultati raggiunti e della voglia di partecipazione dimostrata auspichiamo che le richieste avanzate dal Consiglio siano un ulteriore stimolo al dibattito studentesco, tra il Ministero dell’Istruzione e i vari organi di rappresentanza studentesca, per tutelare l’interesse della comunità scolastica nazionale .”-conclude Michele Pigliucci Responsabile Nazionale di Azione Studentesca.